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Servizio fotografico di ritratto a San Fiorano.

Il caldo soffocante d'estate.

Le gocce di sudore che scorrono lungo il corpo ad ogni colpo della racchetta.


Il freddo d'inverno appena prima diincominciare a giocare. La fatica che sale dai muscoli sotto sforzo.


I frenetici cambi di direzione. E poi il suono più bello: quello della pallina che viene colpita dalla racchetta. Come catapultata, pronta a "ferire" l'avversario nella parte più esposta del suo campo.


La rabbia per i colpi falliti, che non escono come vorresti. I pianti, il nervoso portato nella borsa delle racchette fino a cassa.


La gioia delle prime vittorie. Sempre meno rispetto alle sconfitte. Ma è giusto così. Perché lo sport è la metafora più vicina alla vita. Bisogna cadere se si vuole risalire.


Scrivo questo articolo con la consapevolezza che forse non potrò più giocare causa forze maggiori. Ma m'impegnerò per riuscire a proseguire.


Il tennis per me è valvola di sfogo. Un momento per me. Per isolarmi e chiudermi in me stesso. Per dimenticarmi di tutto.

E come la fotografia mi fa stare bene. Quindi mi sono detto: "Perché non unire le cose?"

Così è nato questo servizio fotografico.


Il tempo era incerto, ma come per altri servizi ho deciso di rischiare comunque. D'altra parte cogliere l'attimo è la missione del fotografo, giusto?

E quindi eccole le foto scattate.


Ho voluto approfittare delle luci e ombre che si dividevano quasi di netto. Ho utilizzato scatti con tempi veloci per fermare le palline a mezz'aria. Per ricordare la dinamicità del tennis.


E per la prima volta ho utilizzato le doppie esposizioni. Una linea creativa che voglio seguire.


Mi consente di andare in profondità, nell'animo del soggetto. Le sensazioni che emanano gli scatti sono sorprendenti, inaspettate, ogni volta diverse, come l'effetto che ne risulta.


Qualcuno mi ha detto che sono troppo profondo di carattere. Ma la creatività viene da dentro. Più si scava, più riusciamo a esprimerci.


Ilaria aveva già posato per me. E sono stato contento di rivederla. E come sempre è stata bravissima.

In alcuni scatti ha lo sguardo da bulla. In altri le espressioni sono più dolci, rilassate. Sono proprio questi i contrasti che ho voluto sfruttare per le doppie esposizioni.


E ora godetevi gli scatti.


Alla prossima!






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